Il Cliente può presentare ricorso all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito presso la CONSOB,
per la risoluzione extragiudiziale delle controversie tra investitori (diversi dai clienti professionali) e i
consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria di cui, rispettivamente, agli articoli 18-bis
e 18-ter del TUF, relative alla violazione da parte di questi ultimi degli obblighi di diligenza, correttezza,
informazione e trasparenza nell’esercizio dell’attività disciplinata dalla Parte II del TUF, incluse le controversie
oggetto del Regolamento (UE) n. 524/2013. Non rientrano nell’ambito dell’operatività dell’Arbitro le
controversie che implicano la richiesta di somme di denaro per un importo superiore a Euro cinquecentomila.
Sono esclusi dalla cognizione dell’Arbitro i danni che non sono conseguenza immediata e diretta
dell’inadempimento o della violazione da parte dell’intermediario degli obblighi sopra descritti e quelli che non
hanno natura patrimoniale. Il diritto di ricorrere all’ACF è irrinunciabile e sempre esercitabile anche in
presenza di clausole di devoluzione delle controversie ad altri organismi di risoluzione extragiudiziale
contenute nel contratto.
Per maggiori informazioni fare riferimento al sito internet https://www.acf.consob.it/

