Guglielmo Stendardo, ex calciatore professionista e oggi avvocato e docente alla LUISS, ha presentato un dato allarmante:
il 60% dei calciatori italiani si ritrova in condizioni di grave difficoltà economica entro 5 anni dal ritiro.
Parliamo di 6 atleti su 10 che, dopo anni di stipendi professionistici, finiscono per avere problemi di soldi.
E l’Italia non è un’eccezione. Negli Stati Uniti:
Come è possibile che atleti con guadagni a sei zeri finiscano in difficoltà così rapidamente?
La risposta è semplice quanto brutale: non è quanto guadagni, ma COME lo gestisci.
In questo articolo vedremo:
LA REALTÀ DEI NUMERI
Il problema nascosto dello sport professionistico italiano
La maggioranza degli atleti non guadagna cifre da capogiro.
Nel calcio italiano, il 55% dei calciatori professionisti guadagna meno di 50.000€ all’anno. Questa “maggioranza silenziosa” comprende molti giocatori di Serie B e C, i cui stipendi sono modesti.
Solo il 10% circa dei ~3.000 calciatori professionisti italiani guadagna abbastanza da poter vivere di rendita dopo il ritiro, senza dover cercare un altro lavoro.
Tutti gli altri devono prepararsi a intraprendere una nuova carriera lavorativa quando smettono con lo sport.
Ma il problema non riguarda solo chi guadagna poco.
Secondo uno studio presentato dall’ex calciatore Guglielmo Stendardo (oggi avvocato e docente alla LUISS), il 60% dei calciatori italiani, a soli 5 anni dal termine della carriera, si ritrova in condizioni di indigenza finanziaria.
L’ex DS della Lazio Igli Tare stima che questa percentuale possa essere persino più alta, fino all’87% nei casi estremi.
Il confronto europeo
Una ricerca di Lombard International Assurance evidenzia che il fenomeno riguarda tutta Europa:
La domanda è: se anche atleti con guadagni milionari finiscono in difficoltà, cosa succede alla maggioranza che guadagna stipendi normali?
LE 5 CAUSE DEL FALLIMENTO FINANZIARIO
Perché così tanti atleti perdono tutto
1. Mancanza di educazione finanziaria
In Italia, circa il 70% dei calciatori si ferma alla licenza media, il 26% ha il diploma superiore e solo il 4,8% consegue la laurea.
Questa carenza educativa rende difficile:
Il problema: molti atleti iniziano a guadagnare somme elevate da giovanissimi, senza gli strumenti culturali per amministrarle.
2. Investimenti sbagliati e truffe
Senza una pianificazione adeguata, gli atleti diventano facili prede per promotori senza scrupoli o “amici” improvvisati.
Esempi celebri:
Gli errori di investimento sono comuni, indipendentemente dal livello del giocatore.
3. Stile di vita insostenibile
Durante gli anni di successo, molti atleti adottano tenori di vita molto elevati:
“È complicato ridurre il proprio tenore di vita… e lì iniziano i disastri.“
Il problema: quando gli ingaggi diminuiscono o cessano, continuano a spendere come prima, bruciando risparmi o contraendo debiti.
4. Azzardo e dipendenze
Si è registrato un aumento delle scommesse e della ludopatia tra ex calciatori italiani, che sperperano in giochi i soldi rimasti aggravando la propria situazione.
La dipendenza dal gioco può erodere rapidamente i patrimoni accumulati durante la carriera.
5. Mancata preparazione per il “dopo”
Solo una minoranza (circa il 10%) riesce a restare nel mondo dello sport come allenatore, dirigente, commentatore TV o altri ruoli remunerativi.
Tutti gli altri devono ricollocarsi altrove, spesso partendo da zero.
Il problema: l’identità dell’atleta è legata solo allo sport praticato. Quando finisce la carriera:
Riconosci qualcuna di queste situazioni?
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IL CASO SPECIFICO DEGLI ATLETI
Perché gli atleti sono particolarmente vulnerabili
Gli atleti professionisti affrontano sfide finanziarie uniche rispetto ad altri lavoratori:
Carriera brevissima
La carriera sportiva dura tipicamente 10-15 anni, concentrati tra i 18 e i 35 anni.
Questo significa:
Picchi di reddito mal gestiti
Un calciatore che guadagna €150.000/anno per 8 anni accumula €1,2 milioni lordi (circa €600-700k netti).
Senza pianificazione
Con pianificazione
Pressione sociale e familiare
“Sei ricco, aiutami.”
È difficile dire no a famiglia, amici, conoscenti quando sei percepito come “il calciatore ricco”.
I soldi spariscono senza controllo.
Rischio infortuni
Un infortunio può terminare la carriera da un giorno all’altro.
Senza protezioni adeguate:
LA SOLUZIONE – LE 6 AREE DELLA PIANIFICAZIONE
Come proteggere i tuoi guadagni (durante e dopo la carriera)
Di fronte a questo scenario, la pianificazione patrimoniale non è un lusso:
è una necessità.
Ecco le 6 aree fondamentali:
1. Gestione del cash flow
Durante la carriera:
Obiettivo: non spendere tutto, ma nemmeno vivere da eremita.
2. Investimenti strategici
Trasformare picchi di reddito in rendita permanente:
Obiettivo: far lavorare i soldi per te, non contro di te.
3. Protezione rischi
Coperture essenziali:
Obiettivo: dormire sereno sapendo che un infortunio non distruggerà il tuo futuro.
4. Ottimizzazione fiscale
Gestione intelligente:
Obiettivo: pagare le tasse giuste, non un euro di più.
5. Pianificazione successoria
Protezione per chi ami:
Obiettivo: garantire che il patrimonio costruito resti nella tua famiglia.
6. Pianificazione post-carriera
Il “dopo” conta quanto il “durante”:
Obiettivo: rispondere a “E ora cosa faccio?” con serenità, non con panico.
La partita più importante: quella della vita post-carriera
Le statistiche sono chiare: troppi atleti vedono evaporare il proprio patrimonio entro pochi anni dalla fine della carriera.
Le cause? Sempre le stesse:
Ma c’è una buona notizia: tutto questo è evitabile.
Pianificare per tempo il futuro economico significa:
Come dice Guglielmo Stendardo:
“Nessuno ti porta via la cultura, il campo invece è a tempo.”
Quanto è in forma il tuo patrimonio?
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